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        <title>Il Paese del Garbo - Agenzia viaggi</title>
        <description>Agenzia di Viaggi - Tour Operator</description>
        <link>http://www.ilpaesedelgarbo.it</link>
        <lastBuildDate>Sun, 20 May 2012 00:25:08 +0100</lastBuildDate>
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            <title>I grandi vini toscani: Vino Nobile di Montepulciano</title>
            <link>http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/vino_nobile_di_montepulciano-id-24.html</link>
            <description><![CDATA[<a href="http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/vino_nobile_di_montepulciano-id-24.html"><img src="http://www.ilpaesedelgarbo.it/phpThumb/phpThumb.php?far=c&amp;h=130&amp;wp=190&amp;src=/image_up/20070601111944_rossomontepulciano.jpg" border="0" height="130" alt="" class="img_offerte" align="left" /></a><div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt">L</span><span style="FONT-SIZE: 11pt">a storia di Montepulciano &egrave; da sempre intimamente legata alla fama delle sue vigne e del suo vino.</span><span style="FONT-SIZE: 11pt"><br />
<span>Un' antica leggenda vuole Montepulciano fondata per volont&agrave; del presunto re etrusco Lars Porsenna. Si dice, infatti, che egli si trasfer&igrave; da Chiusi sull'antico colle di Mons Mercurius seguito dagli abitanti di Chiusi che pi&ugrave; tardi cambiarono il nome del colle in Mont Politicus.</span><br />
<span>Fin dalle sue origini remotissime Montepulciano fonde con il vino la sua storia come testimonia una kylix (tazza da vino) a figure rosse di produzione chiusina rinvenuta nel 1868, insieme a numerosi oggetti in bronzo in una tomba etrusca nei pressi del paese toscano. La tazza, infatti, recava la rappresentazione di Flufluns, il Bacco etrusco dio del vino, che gioca insieme ad una menade al cottabo, un gioco in cui il vino era protagonista.</span></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt">L</span><span style="FONT-SIZE: 11pt">ivio nelle sue "Storie" (V,33), riferisce che i Galli calarono in Italia attratti proprio dal vino di quelle colline che un etrusco di Chiusi, tal Arrunte, aveva fatto loro assaggiare per convincerli a varcare le Alpi e vendicarsi cos&igrave; del suo Locumone, per una banale questione di gelosia.</span><span style="FONT-SIZE: 11pt"><br />
<span>Comunque, il documento pi&ugrave; antico riferibile al vino di Montepulciano &egrave; del 789: il chierico Arnipert offre alla chiesa di San Silvestro o di San Salvatore a Lanciniano sull'Amiata, un pezzo di terra coltivata a vigna posta nel castello di Policiano. In seguito il Ripetti nel suo "Dizionario storico e geografico della Toscana" cita un documento che risale al 1350 nel quale si stabiliscono le clausole per il commercio e l'esportazione del vino di Montepulciano. E' comunque documentato fin dall'Alto Medioevo che i vigneti di Mons Pulitianus producevano vini eccellenti e alla met&agrave; del 1500 Sante Lancerio, cantiniere di papa Paolo III Farnese, celebrava il Montepulciano perfettissimo tanto il verno quanto la state odorifero, polputo, non agrestino, n&eacute; carico di colore, sicch&egrave; &egrave; vino da Signori per le tavole dei nobili, appunto, anche se le etichette pi&ugrave; remote indicavano semplicemente Rosso Scelto di Montepulciano.</span></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt">P</span><span style="FONT-SIZE: 11pt">assando dal periodo medevale al XVII secolo, ricordiamo come Francesco Redi, insigne non solo come medico e naturalista, ma anche come poeta, esaltasse, nel suo ditirambo "Bacco in Toscana" del 1685, con tanta efficacia il vino. Il Redi immagina che Bacco e Arianna elogino i migliori vini della Toscana:</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt">I</span><span style="FONT-SIZE: 11pt">l poemetto ebbe un grande successo ed arriv&ograve;, di corte in corte, nelle mani di <span>Guglielmo III re d'Inghilterra, di Scozia e d'Irlanda. Forse &egrave; proprio al Redi e alla celebrit&agrave; che procur&ograve; ai vini toscani con il suo scritto che si deve la predilezione del re Guglielmo per questi vini. Ne &egrave; testimonianza il viaggio compiuto nel 1669 da una delegazione inglese nel Granducato di Toscana per procurare alla corte inglese il Moscadello di Montalcino ed il Vino Nobile di Montepulciano.</span></span><span style="FONT-SIZE: 11pt"><br />
<span>La storia di questo vino prosegue fra elogi fino all'ottocento, quando ai successi di alcune cantine enologiche in importanti concorsi alla met&agrave; del secolo, si affianca il giudizio severo dell'enologo di Sua Maest&agrave; Britannica in occasione dell'esposizione di Vienna del 1873, dove si lamenta la presenza di un solo campione di Montepulciano di una mediocrit&agrave; che rendeva assai dubbia l'importanza degli encomi del Redi. All'inizio del 1900 il Vino Nobile di Montepulciano sembra qualcosa appartenente al passato, finch&egrave; alla prima mostra mercato dei vini tipici svoltasi a Siena nel 1933, organizzata dall'Ente Mostra-Mercato Nazionale dei vini tipici e pregiati, la Cantina Fanetti, una delle aziende ancora attive a Montepulciano, presenta un vino rosso pregiato che ottiene larghi consensi. L'esempio fu seguito da altre aziende e nel 1937 viene fondata una cantina sociale con l'intento di creare una struttura per la commercializzazione del vino prodotto anche dai piccoli coltivatori. La maggior parte del vino prodotto era Chianti; modeste le quantit&agrave; del Nobile. Oggi, invece, la cantina sociale produce la maggior parte del Nobile imbottigliato.</span></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt">L</span><span style="FONT-SIZE: 11pt">'introduzione dei <span>marchi D.O.C. e D.O.C.G.</span></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt">N</span><span style="FONT-SIZE: 11pt">egli anni sessanta si assiste al risveglio della vitivinicultura indirizzata soprattutto verso la produzione di <span>Vino Nobile piuttosto che del Chianti. I contributi dello Stato e della CEE, con i quali le aziende poterono riconvertire gli impianti vitati secondo le esigenze dettate dalla DOC (1966), hanno permesso a nuove aziende di entrare sul mercato. Il riconoscimento come DOCG arriva nel 1980 e il Vino Nobile comincia una nuova vita.</span></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt">I</span><span style="FONT-SIZE: 11pt">n aggiunta l'istituzione della Doc Rosso di Montepulciano si affianca a quella del Vino Nobile di Montepulciano, distinguendosi da essa unicamente per quanto riguarda resa per ettaro, gradazione alcolica ed invecchiamento, mentre l'area di produzione &egrave; la stessa; &egrave; data facolt&agrave; ai singoli produttori di indirizzarsi ad una delle due DOC, in considerazione dell'esposizione dei terreni, del decorso climatico della stagione e di tutti gli altri elementi che possono rendere pi&ugrave; adatto l'impiego delle uve per la produzione dell'uno o dell'altro vino</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div></div>]]></description>
            <author>Il Paese del garbo</author>
            <category>4</category>
            <pubDate>Tue, 22 May 2007 21:46:12 +0100</pubDate>
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            <title>I grandi vini toscani: Vernaccia di San Gimignano</title>
            <link>http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/vernaccia_di_san_gimignano-id-23.html</link>
            <description><![CDATA[<a href="http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/vernaccia_di_san_gimignano-id-23.html"><img src="http://www.ilpaesedelgarbo.it/phpThumb/phpThumb.php?far=c&amp;h=130&amp;wp=190&amp;src=/image_up/20070606103441_bottiglia3.jpg" border="0" height="130" alt="" class="img_offerte" align="left" /></a><div align="justify"><font size="3"><font color="#000000"><span style="FONT-SIZE: 11pt">La Vernaccia</span><span style="FONT-SIZE: 11pt">: vino antico e diverso, ricco di tradizione: non rientra nei canoni del gusto moderno che si riconosce nel sapore di altri vitigni. La Vernaccia &egrave; da sempre il vino bianco tipico di San Gimignano. </span></font></font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt"><font color="#000000" size="3">La terra, Pliocenica, intorno alla citt&agrave; dalle belle torri, era ricoperta dalle ultime propaggini del mar Ligure dove trovavano un clima ideale i molluschi che hanno lasciato sedimenti fortemente calcarei. Fino alla battigia, cio&egrave; fino a dove arrivava il mare, a met&agrave; collina, il terreno &egrave; ideale per un grande vino bianco. </font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt"><font color="#400000"><font color="#000000" size="3">Il clima, sull&rsquo;altopiano toscano, &egrave; temperato, talvolta siccitoso durante l&rsquo;estate, con una scarsa escursione termica. E&rsquo; il clima adatto ai grandi vini rossi che infatti nascono con successo in queste valli. Per&nbsp;gli abitanti della zona la Vernaccia &egrave; sempre stata il rosso dei vini bianchi : la sua uva infatti non offre particolari profumi fruttati ma il vino, che ne deriva, &egrave; un vino vigoroso e longevo, &egrave; un vino minerale, di grande potenza e struttura, che si arricchisce nel legno, che pu&ograve; invecchiare bene, perch&eacute; migliora affinandosi in bottiglia, dove acquista interessanti profumi secondari.</font> </font></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="FONT-SIZE: 11pt"><font color="#400000"></font></span></div>]]></description>
            <author>Il Paese del garbo</author>
            <category>4</category>
            <pubDate>Tue, 22 May 2007 21:43:24 +0100</pubDate>
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            <title>I grandi vini toscani: Brunello di Montalcino</title>
            <link>http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/brunello_di_montalcino-id-22.html</link>
            <description><![CDATA[<a href="http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/brunello_di_montalcino-id-22.html"><img src="http://www.ilpaesedelgarbo.it/phpThumb/phpThumb.php?far=c&amp;h=130&amp;wp=190&amp;src=/image_up/20070601120903_BrunelloDiMontalcino.jpg" border="0" height="130" alt="" class="img_offerte" align="left" /></a><div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Il Brunello di Montalcino &egrave; un vino visivamente limpido, brillante, di colore granato vivace. Ha profumo intenso, persistente, ampio ed etereo. Si riconoscono sentori di sottobosco, legno aromatico, piccoli frutti, leggera vaniglia e confettura composita.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Al gusto il vino ha corpo elegante ed armonico, nerbo e razza, &egrave; asciutto con lunga persistenza aromatica.</font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt"><br />
<font size="3">Per le sue caratteristiche, il Brunello di Montalcino sopporta lunghi invecchiamenti, migliorando nel tempo. Difficile dire quanti anni questo vino migliora in bottiglia. Ci&ograve; dipende infatti dall'annata. Si va da un minimo di 10 anni fino a 30, ma pu&ograve; essere conservato anche pi&ugrave; a lungo.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Naturalmente va conservato nel modo giusto: in una cantina fresca, ma soprattutto a temperatura costante, buia, senza rumori e odori; le bottiglie tenute coricate.</font></span></div>
<div align="justify"><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><strong><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Abbinamenti con il BRUNELLO DI MONTALCINO</font></span></strong></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">L'eleganza e il corpo armonico del vino permettono abbinamenti con piatti molto strutturati e compositi quali le carni rosse, la selvaggina da penna e da pelo, eventualmente accompagnate da funghi e tartufi.</font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt"><br />
<font size="3">Il Brunello &egrave; inoltre vino da abbinamento ottimale con formaggi: tome stagionate, Parmigiano reggiano, pecorino toscano. Trova anche abbinamento ottimale con piatti della cucina internazionale a base di carni o con salse strutturate.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Il Brunello, per le sue caratteristiche, &eacute; godibile anche quale vino da meditazione. Il vino Brunello di Montalcino deve essere servito in bicchieri di cristallo dalla forma ampia, panciuta, al fine di poterne cogliere il bouquet composito ed armonioso.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Il vino dovr&agrave; essere servito ad una temperatura di circa 18&deg;C-20&deg;C. Per il vino molto invecchiato &egrave; consigliabile la decantazione in caraffa di cristallo, al fine di meglio ossigenarlo e di proporlo nella sua totale purezza.</font></span></div>
<div align="justify"><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><strong><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Evoluzione commerciale del BRUNELLO DI MONTALCINO</font></span></strong></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Il Brunello di Montalcino &egrave; cos&igrave; famoso che, si dice, abbia allietato molte mense importanti.</font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt"><br />
<font size="3">Il Brunello di Montalcino, pressoch&eacute; sconosciuto al di fuori della zona di produzione e di una ristretta cerchia di intenditori sino alla met&agrave; degli anni '60, &egrave; divenuto sempre pi&ugrave; conosciuto nel decennio successivo sino a diventare, forse, il pi&ugrave; quotato vino italiano di qualit&agrave;.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Per comprendere questo successo, si ricorda che dell'annata 1975 furono imbottigliate circa 800.000 bottiglie da circa 25 aziende, mentre nell'annata 1995 ne sono state imbottigliate circa 3.500.000 da circa 120 aziende.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Questi numeri fanno anche comprendere la preziosit&agrave; di questo vino, ricercato per le tavole pi&ugrave; raffinate sparse in tutto il mondo. Le ragioni del fenomeno vanno ricercate nelle obiettive qualit&agrave; organolettiche del vino, nella rotondit&agrave; ed armonia del gusto , negli intensi profumi e nelle grandi possibilit&agrave; di evoluzione con l'invecchiamento.</font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt"><br />
<font size="3">Il Brunello di Montalcino non &egrave; un fenomeno solo italiano, ma soprattutto mondiale. Non esiste paese, dove vengano consumati vini di qualit&agrave;, in cui questo vino non sia presente.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Diremmo anzi che il Brunello di Montalcino &egrave; la punta di diamante che, penetrando in tutti i mercati, contribuisce ad elevare l'immagine del vino italiano.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="3">Bisogna infine rilevare che il suo gusto armonioso e aristocratico ha conquistato, all'estero, non solo i tradizionali conoscitori dei vini italiani, ma anche i palati non abituati ai nostri vini.</font></span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div></div>]]></description>
            <author>Il Paese del garbo</author>
            <category>4</category>
            <pubDate>Tue, 22 May 2007 21:41:38 +0100</pubDate>
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        <item>
            <title>I grandi vini toscani: Chianti</title>
            <link>http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/chianti-id-21.html</link>
            <description><![CDATA[<a href="http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/chianti-id-21.html"><img src="http://www.ilpaesedelgarbo.it/phpThumb/phpThumb.php?far=c&amp;h=130&amp;wp=190&amp;src=/image_up/20070601120358_chiantismall.jpg" border="0" height="130" alt="" class="img_offerte" align="left" /></a><div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; COLOR: #004000"><font size="3">La zona di produzione del Chianti D.O.C.G. &egrave; costituita da territori delimitati per legge, che si trovano nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Questo ambiente &egrave; caratterizzato da un sistema collinare a grandi terrazze con vallate attraversate da fiumi.<br />
L'origine del vino Chianti si perde nei secoli, ma ha avuto la sua consacrazione nell'800 e ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata con il Decreto del Presidente della Repubblica 9/8/67 in cui si fissano le sue caratteristiche in un apposito Disciplinare di Produzione.<br />
La Denominazione "Chianti" pu&ograve; essere integrata con le specificazioni Classico, Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, R&ugrave;fina e Montespertoli, corrispondenti, le prime, alle sottozone geografiche, contemplate dalla prima delimitazione del territorio, stabilita con D.M. 31/7/32, mentre l'ultima, Montespertoli, &egrave; stata riconosciuta con Decreto 8/9/97. In tali sottozone sono previste per il vino modalit&agrave; produttive pi&ugrave; restrittive e requisiti particolari.<br />
Il Chianti ha visto inoltre riconoscere il suo particolare pregio con la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, D.P.R. 2/7/84. Da quel momento il vino Chianti, oltre ai controlli gi&agrave; previsti, deve sottostare ad un esame organolettico da parte di Commissioni statali di degustazione presso le Camere di Commercio e a specifiche analisi chimiche.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; COLOR: #004000"><font size="3">Solo dopo aver superato tali esami il Chianti pu&ograve; essere imbottigliato e viene contraddistinto da un contrassegno che ne attesta la validit&agrave;.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; COLOR: #004000"><font size="3">I vitigni fondamentali che concorrono alla formazione del vigneto dei vini Chianti sono i seguenti: Sangiovese minimo 75%, Canaiolo nero fino al 10%, Trebbiano Toscano e Malvasia del Chianti fino al 10%, complementari a bacca rossa fino al 15% per il vino Chianti e fino al 20% per le zone specifiche e la tipologia Superiore..</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; COLOR: #004000"><font size="3">Il Chianti &egrave; di colore rosso rubino, tendente al granato con l'invecchiamento, di sapore armonico, asciutto, sapido, leggermente tannico, con odore intensamente vinoso anche con profumo di mammola.<br />
Il Chianti pu&ograve; essere consumato, per qualche tipologia, come vino giovane, fresco e gradevole al palato, ma &egrave; ben nota anche, per alcune zone, la sua vocazione ad un medio e lungo invecchiamento, con cui matura colore, profumo e sapore inconfondibili.</font></span></div>
<div align="justify"><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div></div>]]></description>
            <author>Il Paese del garbo</author>
            <category>4</category>
            <pubDate>Tue, 22 May 2007 21:39:59 +0100</pubDate>
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            <title>Crete Senesi e Val d'Orcia: Prodotti tipici</title>
            <link>http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/prodotti_tipici-id-11.html</link>
            <description><![CDATA[<a href="http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/prodotti_tipici-id-11.html"><img src="http://www.ilpaesedelgarbo.it/phpThumb/phpThumb.php?far=c&amp;h=130&amp;wp=190&amp;src=/image_up/20070606114926_funghi.jpg" border="0" height="130" alt="" class="img_offerte" align="left" /></a><div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">&nbsp;</span></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">La provincia di Siena, nel cuore della Toscana, offre prodotti alimentari provenienti da una terra ricca e feconda, poco industrializzate e, dunque, altamente indicata sia per la coltivazione che per l'allevamento. La lavorazione di tali prodotti, siano essi il vino o i formaggi di latte ovino, i tartufi o la Cinta senese (razza suina tipica), &egrave; per lo pi&ugrave; artigianale e d&agrave; origine a cibi genuini, appetitosi e in numerosi casi biologici. Per questi motivi un viaggio, per quanto virtuale, all'interno delle diverse produzioni agroalimentari senesi costituisce un'avventura e al tempo stesso un piacere - significa scoprire sapori nuovi e ritrovarne di antichi.</span></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">Nella provincia di Siena si producono ogni anno circa 750.000 ettolitri di vino, proveniente per la gran parte dalle dodici DOC e dalle cinque DOCG presenti nel senese. Si tratta di vini di qualit&agrave;, a conferma dell'alta vocazione vitivinicola di questo territorio.</span></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt">&nbsp;</div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">Olio </span></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">Sono ben tre le tipologie di olio protette da marchio di qualit&agrave; prodotte nella provincia senese. Si tratta di tre diverse declinazioni di questo prodotto, tutte di alta qualit&agrave;, ottenuto con le tipiche cultivar Frantoio, Correggiolo, Moraiolo e Leccino</span></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt">&nbsp;</div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><font size="5"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">I Formaggi&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">I formaggi di latte ovino, primo tra tutti il Pecorino Toscano Dop, costituiscono il fiore all'occhiello dell'attivit&agrave; casearia senese. Formaggi eccellenti sono anche il pecorino delle Crete, Marzolino e il Raviggiolo. </span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><font size="5">&nbsp;</font></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><font size="5"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">Pane e pasta</span></font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">A Siena il pane &egrave; sciapo. A questa caratteristica si riferisce Dante Alighieri nel Paradiso: "Tu proverai s&igrave; come sa di sale lo pane altrui". Pani senza sale, dunque, bianchi e perfetti da abbinare ai saporiti salumi senesi. Per quanto riguarda la pasta, a Siena questa &egrave; sinonimo di Pici, spaghetti lunghi e tozzi, lavorati a mano. </span></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt">&nbsp;</div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><font size="5"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">Salumi</span></font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">La Cinta Senese, razza allevata a Siena gi&agrave; nel XIV secolo, come testimonia l'affresco <em>Del Buon Governo</em> di Ambrogio Lorenzetti. Le sue caratteristiche sono quella di vivere allo stato semi-brado e di fornire carni ottime. E la Chianina, la mucca dalla carne rosata, da cui si ricava la "fiorentina". </span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><font size="5">&nbsp;</font></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><font size="5"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">Funghi e tartufi</span></font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">Nelle Crete Senesi nascono tartufi bianchi pregiati per il loro aroma e dalla caratteristica forma sferica, possibile proprio grazie alla friabilit&agrave; di quel sottosuolo. Nei boschi del Monte Amiata si raccolgono invece profumati funghi Porcini e i tipici Paonazzi, conservati prevalentemente sott'olio. </span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt">&nbsp;</div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">Miele</span></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt">A Siena si produce miele d'acacia di ottima qualit&agrave;, derivato dal lavoro di api libere di spostarsi su fiori incontaminati dall'inquinamento. Inoltre sono presenti tutti i derivati dall'apicoltura, come la pappa reale o la propoli.</span></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt">&nbsp;</div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt">&nbsp;&nbsp;</div>]]></description>
            <author>Il Paese del garbo</author>
            <category>4</category>
            <pubDate>Tue, 22 May 2007 14:44:41 +0100</pubDate>
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            <title>Crete Senesi e Val d'Orcia: Il Pecorino</title>
            <link>http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/il_pecorino-id-10.html</link>
            <description><![CDATA[<a href="http://www.ilpaesedelgarbo.it/enogastronomia/4/il_pecorino-id-10.html"><img src="http://www.ilpaesedelgarbo.it/phpThumb/phpThumb.php?far=c&amp;h=130&amp;wp=190&amp;src=/image_up/20070606113605_Pecorino3.jpg" border="0" height="130" alt="" class="img_offerte" align="left" /></a><p align="justify"><font size="3" face="Verdana">Il pecorino delle Crete Senesi &egrave; denominato anche Pecorino di Pienza, ma in realt&agrave; il suo nome indica una determinata area geografica. Per la sua realizzazione &egrave; fondamentale il caglio vegetale, come &ldquo;callio&rdquo; o &ldquo;cardo&rdquo;, che gli conferisce una nota dolce e amara insieme. La maturazione del Pecorino di Pienza va dai trenta giorni (fresco) ai quattro mesi (stagionato). <br />
&ldquo;Dicesi Cacio di Pienza quell&rsquo;ottimo prodotto che viene fatto nel territorio della Val d&rsquo;Orcia e nelle sue vicinanze, seguendo un sistema di lavorazione dettato dalla tradizione locale pi&ugrave; antica&rdquo;. <br />
&Egrave; quanto si legge nell&rsquo;inchiesta Jacini redatta nel 1882. <br />
Ma la storia del Pecorino delle Crete Senesi ha radici ben pi&ugrave; lontane. Questo tipo di &ldquo;cacio&rdquo; risalirebbe addirittura al periodo Neolitico, come sembrano dimostrare dei recipienti per la lavorazione del latte travati in un villaggio preistorico nei pressi di Pienza. <br />
Plinio il Vecchio, racconta che gli Etruschi facevano grosse forme di ottimo Pecorino, e pare che ancora molti secoli dopo Lorenzo il Magnifico ne apprezzasse i profumi e i sapori. Esistono poi documenti che testimoniano come Papa Pio II facesse marchiare le forme che provenivano dai poderi migliori al fine di riconoscerle. <br />
Il formaggio delle Crete Senesi viene citato anche in molti documenti del &lsquo;600 e &lsquo;700. Verso la fine del XVIII sec. la Reale Societ&agrave; Economica di Firenze fece addirittura condurre uno studio sulla produzione del formaggio in Val d&rsquo;Orcia, scoprendo fra l&rsquo;altro questa notizia: &ldquo;&hellip;le fanciulle che hanno imparata l&rsquo;arte di fare il Pecorino si acquistano molta reputazione nel paese, e questa loro abilit&agrave; facilita il loro accasamento ed &egrave; considerata in conto di dote&rdquo;. <br />
Ha forma cilindrica e pezzature che variano da 1 a 2 kg. La pasta, di colore giallo paglierino, &egrave; morbida e dolce se il formaggio &egrave; fresco, piccante e friabile se &egrave; stagionato. Il sapore di questo prodotto deriva dal latte delle pecore che da tempo brucano particolari erbe aromatiche che si concentrano proprio in questa zona: trifoglio giallo, avena selvatica, finocchiella e santoreggia. <br />
Osservazioni sulla tradizionalit&agrave;, la omogeneit&agrave; della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole. <br />
La tradizionalit&agrave; del pecorino delle Colline senesi &egrave; legata alla particolare tecnica di trasformazione, che &egrave; rimasta invariata nel tempo e che prevede l&rsquo;utilizzo di attrezzi e utensili particolari (quali le assi di legno di abete per la stagionatura), che influiscono sulla tipicit&agrave; di questo formaggio. <br />
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Descrizione dei processi di lavorazione <br />
Il latte raccolto nella mungitura serale e in quella mattutina viene riunito e sottoposto a un trattamento termico alla temperatura di 68&deg;C per 20 minuti circa, quindi scaldato alla temperatura di 35-38&deg;C e addizionato di caglio (liofilizzato, a base di estratti naturali) e fermenti. Si procede quindi manualmente alla messa in formelle e alla salatura delle forme, che vengono conservate in cella frigorifera fino al raggiungimento del giusto grado di maturazione e quindi poste a stagionare su assi di legno di abete. Si produce da marzo ad agosto. <br />
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            <author>Il Paese del garbo</author>
            <category>4</category>
            <pubDate>Tue, 22 May 2007 14:38:29 +0100</pubDate>
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